Salute in Marocco: acqua, vaccini, farmacie e cosa portare

Nessun vaccino è obbligatorio per entrare dall'Italia. L'acqua del rubinetto è clorata ma ha una composizione diversa dalla nostra: si beve quella in bottiglia, ed è la prima regola per non rovinarsi il viaggio.

Un gregge di capre sul fondo roccioso di una gola

Redazione Vacanze in Marocco · aggiornato il 05/09/2026

Il Marocco non è una destinazione a rischio sanitario, e la stragrande maggioranza dei viaggiatori torna senza aver visto un medico. I disturbi che capitano sono quasi sempre gli stessi e quasi sempre evitabili. Qui trovate cosa serve prima di partire, cosa succede se state male sul posto, e le poche abitudini che fanno la differenza.

Vaccini: cosa serve davvero

Nessuna vaccinazione è obbligatoria per entrare in Marocco dall'Italia. Non vi verrà chiesto nessun certificato alla frontiera. L'unica eccezione riguarda chi arriva da un Paese a rischio di febbre gialla, che deve esibire il certificato: non è il caso di chi parte dall'Europa.

Le vaccinazioni raccomandate sono un'altra cosa, e vanno valutate con il proprio medico o presso un centro di medicina dei viaggi:

VaccinoQuando ha senso
Epatite ARaccomandata a quasi tutti: si trasmette con acqua e cibo
TetanoDa tenere aggiornato comunque, richiamo ogni dieci anni
Epatite BPer soggiorni lunghi o attività a rischio di esposizione
TifoPer viaggi lunghi, zone rurali, alimentazione di strada frequente
RabbiaSolo per soggiorni molto lunghi o contatto con animali
Febbre giallaNon serve, salvo provenienza da Paese endemico

Per un viaggio turistico di una o due settimane, in pratica: epatite A e tetano aggiornati coprono il ragionevole. Programmate la visita con almeno quattro-sei settimane di anticipo, perché alcuni cicli richiedono tempo.

Malaria e zanzare

Il Marocco è considerato libero dalla malaria dal 2010, e non serve alcuna profilassi. Questa è una delle differenze principali rispetto ad altre destinazioni africane, e semplifica molto la preparazione.

Le zanzare esistono comunque, soprattutto nelle oasi, nelle valli irrigate e vicino all'acqua stagnante, e sono fastidiose la sera. Un repellente e maniche lunghe al tramonto bastano. Nel deserto vero, sulle dune, praticamente non ce ne sono.

Si può bere l'acqua del rubinetto?

La risposta onesta è: in molte città è potabile e i marocchini la bevono, ma voi bevete quella in bottiglia. Non è una questione di contaminazione: è che l'acqua marocchina è clorata in modo diverso e ha una composizione minerale a cui il vostro apparato digerente non è abituato. Il risultato tipico non è una malattia, è due giorni spiacevoli.

Le regole pratiche che funzionano:

  • Acqua in bottiglia sigillata, controllando che il tappo non sia già aperto. Costa pochi dirham.
  • Niente ghiaccio nei locali di strada e nei succhi delle bancarelle. Negli hotel e nei ristoranti buoni il ghiaccio è fatto con acqua depurata.
  • Denti: nelle città si può usare il rubinetto; nelle zone rurali meglio l'acqua in bottiglia.
  • Tè e caffè non danno problemi: l'acqua è bollita.

Chi vuole ridurre la plastica può portare una borraccia con filtro: funziona bene e nei nostri veicoli c'è sempre acqua a disposizione.

Il palmeto della valle del Draa fra le montagne aride
Nelle oasi e nelle valli irrigate le zanzare ci sono: un repellente al tramonto risolve.

Il mal di viaggio: come si evita

Il disturbo intestinale del viaggiatore è di gran lunga il problema più comune, e nella maggior parte dei casi si previene con quattro abitudini.

  1. Mangiate dove c'è ricambio. Un locale pieno di gente del posto ha cibo che gira: è più sicuro di un ristorante turistico semivuoto con la vetrina piena da ore.
  2. Cibo caldo e cotto. Tajine, couscous, spiedini appena fatti: nessun problema. Le insalate crude lavate con acqua di rubinetto sono il rischio più concreto.
  3. Frutta che si sbuccia. Arance, banane, meloni tagliati davanti a voi.
  4. Lavatevi le mani, o portate un gel: si mangia spesso con le mani, e il pane è condiviso.

Se succede comunque: reidratazione — sali minerali, non solo acqua — dieta leggera per ventiquattro ore, e riposo. L'antidiarroico serve a tamponare un trasferimento in auto, non a curare. Se compare febbre alta o sangue, si va dal medico e non si improvvisa.

Il caldo, che è il rischio più sottovalutato

Nel sud, da maggio a settembre, il colpo di calore è un problema più concreto di qualsiasi infezione. L'aria è secca, non si percepisce di sudare, e la disidratazione arriva senza preavviso.

  • Due o tre litri d'acqua al giorno nel deserto, anche senza sete.
  • Sali minerali: con il caldo secco si perdono più elettroliti di quanto sembri.
  • Cappello e nuca coperta: il turbante che vi danno prima del dromedario serve a questo.
  • Ore centrali all'ombra. Fra le dodici e le quattro, in estate, non si cammina.
  • Crema solare alta: in quota e sulla sabbia la riflessione raddoppia l'esposizione.

Le farmacie

Sono una delle cose che funzionano meglio in Marocco. Sono numerose, ben fornite, e il farmacista ha una preparazione seria: in molti casi risolve senza bisogno del medico. Si riconoscono dalla croce verde, e in ogni città c'è una pharmacie de garde aperta di notte e nei festivi, indicata sulla vetrina delle altre.

Molti farmaci che in Italia richiedono ricetta si acquistano al banco, e i prezzi sono sensibilmente più bassi. I nomi commerciali sono spesso francesi: portate il principio attivo scritto, non il nome del prodotto italiano, e vi daranno l'equivalente in un attimo.

Medici e ospedali

La differenza fra pubblico e privato è netta. Le cliniche private nelle città grandi — Casablanca, Rabat, Marrakech — hanno standard buoni, medici che spesso hanno studiato in Francia, e attrezzature moderne. Il sistema pubblico è sotto pressione e con attese lunghe.

Come turisti userete il privato, e si paga prima: la clinica chiede il pagamento o la garanzia dell'assicurazione all'accettazione. È il motivo per cui una polizza sanitaria non è un optional. La tessera sanitaria europea, ripetiamolo, non ha alcun valore in Marocco.

Nelle zone rurali e nel deserto esistono dispensari con personale infermieristico: bastano per una medicazione, non per un'emergenza. Da Merzouga l'ospedale attrezzato più vicino è a Erfoud o Rissani, a un'ora circa.

Il kit da portare

Niente di esotico: la farmacia locale copre quasi tutto. Vale però la pena avere addosso le cose che servono subito, magari a metà strada fra due paesi.

  • Sali reidratanti in bustina
  • Antidiarroico e fermenti lattici
  • Antinfiammatorio e antipiretico
  • Cerotti, disinfettante, garze
  • Crema solare alta e stick per le labbra
  • Repellente per zanzare
  • Collirio: la sabbia sottile irrita gli occhi
  • I vostri farmaci abituali, in quantità doppia rispetto ai giorni previsti
  • La ricetta dei farmaci soggetti a prescrizione, per la dogana — le regole d'ingresso complete stanno in documenti per il Marocco

Se assumete terapie importanti, portatele nel bagaglio a mano e non in stiva, con la scatola originale.

Allergie e diete

La cucina marocchina è naturalmente ricca di verdure e legumi, quindi vegetariani e vegani mangiano bene, anche se va detto chiaramente: il concetto di «vegano» non è diffuso e va spiegato con esempi concreti, non con l'etichetta.

Per le allergie serie il discorso è più delicato. La frutta secca è onnipresente — mandorle nei tajine, argan nei dolci — e il rischio di contaminazione incrociata in cucina è reale. Fate scrivere l'allergia in francese e in arabo su un foglio da mostrare, e avvisate sempre in anticipo: se viaggiate con noi lo comunichiamo alle strutture prima dell'arrivo, campo tendato compreso.

Il glutine è la richiesta più difficile: pane e semola sono alla base di quasi tutto. È gestibile, ma va organizzato prima e non improvvisato al tavolo.

Street food: si può?

Sì, ed è una parte del viaggio che sarebbe un peccato saltare per prudenza eccessiva. Il criterio non è «bancarella sì, bancarella no»: è il ricambio. Una griglia con la coda davanti cuoce carne che è arrivata quella mattina; una vetrina ferma da ore al sole è un'altra cosa.

Cosa funziona quasi sempre: spiedini e carne alla griglia fatti al momento, harira — la zuppa di legumi — servita bollente, pane appena sfornato, frittelle dolci, tè. Cosa richiede più attenzione: le insalate crude, i frutti di mare fuori dalle città costiere, la tanjia tenuta in caldo troppo a lungo, e i succhi con ghiaccio.

Le celebri lumache in brodo di Jemaa el-Fna sono servite bollenti e in genere non danno problemi; la testa d'agnello, altra specialità della piazza, è più impegnativa per lo stomaco che per l'igiene.

Animali: cosa sapere

Poche cose, ma vale la pena conoscerle.

  • Cani e gatti randagi sono ovunque, in genere schivi. I gatti delle medine sono innocui; i cani nelle zone rurali possono essere territoriali di notte. Non accarezzateli: la rabbia in Marocco esiste ancora, e in caso di morso o graffio profondo si va subito in clinica, senza aspettare.
  • Scimmie nella cedraia di Azrou e nel Medio Atlante. Sono abituate ai turisti e mordono se ci si avvicina troppo o si nasconde del cibo. Guardarle sì, toccarle no.
  • Scorpioni e serpenti nel deserto. Esistono, ma gli incontri sono rari e quasi sempre notturni. La regola dei campi è semplice: scuotete le scarpe prima di infilarle al mattino e non camminate scalzi fra le rocce dopo il tramonto. Sulle dune di sabbia aperta, dove si cammina di solito, il rischio è praticamente nullo.

In decenni di viaggi organizzati, gli episodi che vediamo davvero sono ustioni solari e storte alla caviglia, non punture esotiche.

L'Atlante e la quota

Il mal di montagna non è un tema per un itinerario normale: il Tizi n'Tichka sta a 2.260 metri e si attraversa in auto, senza conseguenze. Diventa rilevante solo per chi sale in quota a piedi, per esempio verso il Toubkal, che supera i 4.100 metri.

In quel caso valgono le regole classiche: salita graduale, molta acqua, e scendere se compaiono mal di testa persistente, nausea o affanno a riposo. In inverno si aggiunge il freddo vero, con temperature sotto zero e vento.

Anche solo per una giornata di trekking nelle valli, portate scarpe con suola scolpita: le storte sui sentieri di pietra sono l'infortunio più comune che vediamo.

Bambini, anziani, gravidanza

Il Marocco è una destinazione gestibile per tutti e tre, con qualche accortezza.

Con i bambini il problema non è sanitario ma logistico: caldo e ore in auto. Portate reidratanti pediatrici, crema solare alta e cappelli, e spezzate le tappe. Il latte in formula e i pannolini si trovano nei supermercati delle città, meno nei villaggi.

Per chi ha qualche anno, l'ostacolo vero sono i gradini delle medine e la lunghezza delle giornate, non il clima. Un veicolo privato che vi lascia alla porta più vicina cambia molto la giornata rispetto ai mezzi pubblici.

In gravidanza non ci sono controindicazioni specifiche — non serve profilassi antimalarica, che è spesso il motivo per cui si sconsigliano altre destinazioni africane. Vanno valutati con il ginecologo il caldo, le lunghe percorrenze su strade dissestate e la distanza dalle strutture nel sud. Molte compagnie aeree pongono limiti dopo la ventottesima settimana: controllate prima di prenotare.

Hammam: qualche accortezza

L'hammam fa bene ed è una delle esperienze da fare, ma è una sauna umida molto calda: chi ha problemi cardiaci o pressione bassa dovrebbe prenderla con calma e non restare a lungo nella sala più calda. Bevete prima e dopo.

Il gommage con il guanto kessa è energico e lascia la pelle arrossata per qualche ora: è normale. Se avete la pelle molto sensibile, chiedete di farlo più delicato — si dice doucement e viene capito benissimo.

Mal d'auto e strade di montagna

Le strade dell'Atlante sono un susseguirsi di tornanti, e chi soffre il mal d'auto lo scopre sul Tizi n'Tichka. Se sapete di esserne soggetti, prendete il rimedio prima di partire e non quando è cominciato, sedetevi davanti e tenete un finestrino socchiuso.

Vale anche per i bambini: le giornate lunghe in auto sono la parte del viaggio che pesa di più, ed è un altro buon motivo per non comprimere troppo l'itinerario. Ne parliamo in quanti giorni servono per visitare il Marocco.

Prima di partire, in breve

  • Controllate epatite A e tetano con il medico, sei settimane prima.
  • Stipulate un'assicurazione sanitaria con rimpatrio e verificate che copra le attività previste.
  • Preparate il kit e portate i farmaci abituali in doppia quantità.
  • Salvate i numeri: ambulanza 15, polizia 19, gendarmeria 177.
  • Fotografate tessera assicurativa, ricette e passaporto e mandatevele per mail.

Il resto è buon senso: acqua in bottiglia, cibo caldo, cappello e ombra. Con quello, il Marocco è una destinazione tranquilla anche per chi viaggia con bambini o con qualche anno sulle spalle.

Un'ultima cosa che vale la pena dire, perché ci viene chiesta spesso da chi non è mai stato in Africa: il Marocco non richiede la preparazione sanitaria di un viaggio tropicale. Niente profilassi, niente vaccinazioni obbligatorie, farmacie a ogni angolo e cliniche private con standard europei nelle città. La differenza rispetto a un viaggio in Europa sta in due cose soltanto — l'acqua e il caldo — e sono entrambe sotto il vostro controllo.

Se ci scrivete condizioni mediche, allergie o esigenze alimentari quando prenotate, le trasmettiamo noi alle strutture prima del vostro arrivo, campo tendato compreso: è il modo più semplice per evitare che ve le dobbiate spiegare a ogni tavolo.

Domande frequenti

Servono vaccini particolari per il Marocco?
No, nessuna vaccinazione è obbligatoria per chi arriva dall'Italia. Sono raccomandate epatite A e tetano aggiornato; per soggiorni lunghi anche tifo ed epatite B.
Si può bere l'acqua del rubinetto in Marocco?
In molte città è potabile e i marocchini la bevono, ma per i visitatori è meglio l'acqua in bottiglia: la composizione è diversa e spesso causa disturbi intestinali.
C'è la malaria in Marocco?
No, il Paese è considerato libero dalla malaria dal 2010 e non serve alcuna profilassi. Le zanzare restano fastidiose nelle oasi e vicino all'acqua.
Come funzionano le farmacie?
Sono numerose e ben fornite, e il farmacista risolve molti casi senza medico. In ogni città c'è una farmacia di turno aperta di notte. Portate scritto il principio attivo dei vostri farmaci.
La tessera sanitaria europea vale in Marocco?
No, non esiste convenzione. Le cliniche private chiedono il pagamento anticipato: serve un'assicurazione da viaggio che copra anche il rimpatrio sanitario.

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