467 km
Partenza da Fes verso le 8:00. Prima sosta a Ifrane, che i marocchini chiamano la piccola Svizzera per i tetti spioventi e le aiuole; poi Azrou, dove il cedro dell'Atlante forma la foresta più estesa del Paese. Pranzo a Midelt, a metà strada. Si scende lungo lo Ziz, il fiume che rende possibile la vita in questa parte di deserto: dal belvedere il palmeto sembra un fiume verde dentro il canyon. A Merzouga si lascia il grosso dei bagagli e si prende solo l'essenziale per la notte. Da lì si va al campo in dromedario, novanta minuti di dune, arrivando in tempo per il sole che cala. Cena berbera, musica attorno al fuoco e notte in tenda privata.
Alla seconda giornata su 4 si parte da qui in direzione di Ifrane — 467 km in tutto. Il momento migliore è la mattina presto, quando aprono le botteghe e arrivano le consegne: verso mezzogiorno i vicoli principali si riempiono e si procede a rilento.
Sui 467 km della giornata, questa è la fermata che vale il tempo. La città è nata nel 1929 come residenza estiva per i funzionari francesi che scappavano dal caldo di Fes e Meknes: la funzione non è cambiata molto.