469 km
Partenza da Fes verso le 8:00. Prima sosta a Ifrane, che i marocchini chiamano la piccola Svizzera per i tetti spioventi e le aiuole; poi Azrou, dove il cedro dell'Atlante forma la foresta più estesa del Paese. Pranzo a Midelt, a metà strada. Si scende lungo lo Ziz, il fiume che rende possibile la vita in questa parte di deserto: dal belvedere il palmeto sembra un fiume verde dentro il canyon. Arrivo a Merzouga nel pomeriggio inoltrato. Si cambia mezzo: dal veicolo al dromedario, con solo lo stretto necessario, e si raggiunge il campo poco prima del tramonto. Cena berbera, musica attorno al fuoco e notte in tenda privata.
Al giorno 4 di 10 si parte da qui in direzione di Ifrane — 469 km in tutto. Il quartiere Mellah, la fontana Nejjarine e i giardini Jnan Sbil danno il respiro che la medina non concede: se il vicolo stretto vi mette a disagio, sono le tappe in cui la giornata rallenta.
Sui 469 km della giornata, questa è la fermata che vale il tempo. Le case hanno tetti spioventi rossi perché qui la neve c'è davvero: è l'unica città marocchina progettata per un clima che assomiglia a quello europeo.